Che ore sono? Aspetta, guardo nello spazio il PHARAO….
Posted on 15. gen, 2010 by Aldo Gagliano in Tecnologie

No, non servirà guardare nel Cosmo per l’ora esatta; almeno a noi, comunissimi mortali. Potremo continuare ad usare i nostri più o meno pregiati orologi, anche se oggi (15 dicembre), nella sede di Parigi dell’agenzia spaziale francese (CNES), Simonetta Di Pippo, Director of Human Spaceflight ESA, e Thierry Duquesne, Direttore Strategia, programmi e Relazioni Internazionali del CNES, hanno firmato un accordo per il lancio di un “clock” ad alta precisione atomica da inserire nel laboratorio europeo Columbus a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
Il nuovo orologio atomico ha un nome un po’ lungo, “Projet d’horloge par Atomique Refroidissement d’Atomes en orbite”, familiarmente detto PHARAO e, come se non bastasse, dovrà essere combinato con un altro orologio atomico, lo Space Hydrogen Maser (SHM), per formare (finalmente) l’ESA’s Atomic Clock Ensemble in Space (ACES).
Insomma il tempo che pronunci tutto correttamente sei già in ritardo di un minuto.
Ma a parte le battute, stiamo parlando di una meraviglia della tecnologia; l’ ACES avrà una precisione di 1×10-16 (16 zeri virgola 1), corrispondente ad un errore di tempo di circa un secondo ogni di 300 milioni di anni. Niente male, vero? Ma –direte voi- a che serve un orologio che sbaglia “soltanto” un secondo ogni 300 milioni di anni?
Non certo per arrivare in orario agli appuntamenti, credo. E neanche per poter dire “io spacco il secondo”…
Questa nuova generazione di orologi atomici nello spazio sarà determinante per consentire la fase di verifica della teoria di Einstein della relatività generale. Inoltre, contribuiranno alla precisione e alla stabilità a lungo termine dei “tempi mondiali”, ad esempio, per l’International Atomic Time (TAI) e per il Coordinated Universal Time (UTC), oltre a contribuire allo sviluppo di applicazioni nel campo della geodesia e delle applicazioni di supporto di rilevamento tramite la rete remota GNSS.
ACES verrà lanciato nella seconda metà del 2013, probabilmente da un vettore spaziale SPACEX giapponese. Non appena in orbita sarà “orientato” verso la Terra e comincerà ad inviare un segnale di temporizzazione a microonde per i confronti con i “clock” dei laboratori terrestri. ACES, compresi i due orologi atomici PHARAO e SHM, così come il comparatore di frequenza e il collegamento a microonde, sarà gestito dalla ACES User Support Operations Centre presso l’impianto di Cadmo a Tolosa. La rete europea potrà avvalersi di una serie di terminali a microonde speciali collegati ai più stabili e precisi orologi atomici esistenti.
A proposito di orologi pregiati, io non bado a spese; il mio costa 4 euro e “sfora” di un minuto ogni sei mesi (decisamente non vado pazzo per lo sfoggio di articoli personali). Il guaio è che dopo due anni si guasta con una puntualità appunto da orologio (l’attuale è il terzo) e per ripararli chiedono mediamente 15 euro. Rischiando di rovinarmi, continuo a comprare quelli da 4 euro, comunque comincio a pensare che “i soliti giapponesi” avranno inventato un dispositivo (magari atomico?) di guasto controllato a tempo (due anni!) da inserire in queste patacche precisissime. Sono piccoletti, ma decisamente ci sanno fare “i soliti giapponesi”…
Tag:aces, ESA, orologi atomici, PHARAO, relatività, tempo