Il Cosmo in 3D

Posted on 11. apr, 2010 by Aldo Gagliano in Astronomia, eventi

Prendete una fabbrica gigante di stelle posta a 1500 anni luce da noi; metteteci dentro una piccola manciata di globi infuocati simili al nostro Sole ma cento volte più grandi; aggiungete dei giganteschi canyon di gas e polveri brillanti luci che illuminano e stimolano l’intera regione, ammirando oggetti polverosi che rappresentano i sistemi solari che stanno nascendo; una buona spolverata di altre stelle più o meno grandi, diciamo venti/trentamila possono bastare, ed ecco, avete appena “preparato” la Nebulosa di Orione, la “grande clinica” di nuove stelle situata nell’omonima costellazione del Grande Cacciatore, Orione appunto. Dopo la preparazione, è naturale farci un viaggetto dentro per meglio constatare gli spazi e l’attività frenetica della nebulosa stessa.

No, non sto recensendo un nuovo videogioco, ma il rivoluzionario film che gli specialisti del Space Telescope Science Institute (STScI) a Baltimora, il centro scientifico della NASA per le operazioni di Hubble Space Telescope, hanno preparato per il grande pubblico da mostrare in tutto il mondo in 3D nei teatri Imax. Un film di 43 minuti racconta la vita di 20 anni del telescopio spaziale Hubble e comprende momenti particolari ripresi dagli astronauti nel maggio del 2009 durante lo svolgimento della missione di manutenzione dell’osservatorio in orbita. Tutte le immagini degli oggetti celesti ripresi dall’Hubble sono solitamente mozzafiato, ma rappresentano comunque fotografie in 2D. Per questo film, quelle immagini sono state convertite in ambienti 3D, dando al pubblico l’impressione di viaggiare realmente nello spazio, dentro la nebulosa stessa. “Un film di grande formato è un’esperienza davvero coinvolgente,” dice Frank Summers, un astronomo STScI che ha guidato il team di sviluppatori del film. Il gruppo di scienziati ha lavorato per nove mesi su quattro sequenze di visualizzazione che comprendono circa 12 minuti del film. I dati sono reali, anche se ovviamente si è dovuto manipolare qualche ripresa per dare la giusta profondità al campo 3D.

La sequenza più ambiziosa è indubbiamente un viaggio di circa quattro minuti attraverso un “canyon” della nebulosa largo circa 15 anni luce. Mentre l’ipotetica astronave sfreccia tra i gas e le polveri, gli spettatori possono vedere nuvole chiare e scure, gas, migliaia di stelle tra le quali il raggruppamento del Trapezio, sistemi planetari allo stato embrionale, nuove protostelle e protopianeti appena formati. Per alcune sequenze, gli specialisti di imaging hanno creato addirittura metodi di suddivisione dei pilastri gassosi, per la Nebulosa Carina, in più strati per produrre un effetto 3D, utilizzando i dati ottici ma anche quelli infrarossi.
In un’altra sequenza gli spettatori attraversano 170.000 stelle dell’ammasso Omega Centauri.
Gli ultimi quattro minuti fanno uscire “i viaggiatori” dalla Via Lattea, portandoli verso un’immensa ragnatela di un universo guardato in larga scala.
Personalmente ho già utilizzato in licenza molte immagini dell’Hubble-Space-Center, per la realizzazione di mini documentari destinati alla didattica astronomica, e devo dire che a qualità e l’estrema accuratezza dei particolari è sempre veramente notevole; non oso minimamente immaginare cosa potrà essere questo nuovo film in formato “sala cinematografa” e destinato al grande pubblico.

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