Scoperta una nuova Super-Terra

 

Oggi (18 dicembre 2009) alcuni quotidiani italiani riportano la notizia della scoperta di un nuovo pianeta “dalle caratteristiche del tutto simili a quelle della Terra. Atmosfera, acqua, oceani….”. A parte il fatto che la scoperta è avvenuta nel mese di ottobre 2009, effettivamente è transitata sulle più importanti riviste scientifiche americane solo in questi giorni. La notizia è sicuramente importante e degna di nota, ma per correttezza è meglio specificare alcune cose senza troppi “entusiasmi giornalistici”.
Il pianeta è stato momentaneamente denominato “GJ 1214b” e i cosmologi americani lo hanno definito una specie di “super-terra”; appartiene ad una popolazione di pianeti extrasolari (fuori dal nostro Sistema Solare) che hanno mediamente masse tra 2 e 10 masse terrestri (semplicisticamente da 2 a 10 volte il “peso” della nostra Terra) e orbita intorno ad una stella nana, molto simile al nostro Sole, distante circa 13 parsec (un po’ più di 42 anni luce) dal pianeta.

La “super-terra” è grande quasi tre volte rispetto al nostro pianeta, con un raggio di 2,68 volte il raggio terrestre; ciò lo classifica come un pianeta intermedio tra il nostro e i giganti gassosi del Sistema Solare come Urano e Nettuno. La massa del pianeta e il suo raggio implicano la possibilità di una probabile esistenza di acqua, sicuramente comunque non in superficie e neanche in forma liquida. Altri studi (in fase di svolgimento) fanno anche supporre che “GJ 1214b“ possa essere circondato da un involucro di idrogeno-elio pari allo 0,05% della massa del pianeta, una specie di atmosfera che avvolge il pianeta. Si stima inoltre che questa atmosfera (se sarà confermata) potrebbe essere “in fuga idrodinamica”, ovvero in fase di dispersione nello spazio circostante; se l’ipotesi venisse confermata sarebbe una chiara indicazione di un processo di evoluzione significativa del pianeta nel corso della sua storia, con tutte le conseguenze del caso (si pensi all’evoluzione della nostra terra). L’esistenza di altri pianeti fuori dal nostro Sistema Solare non è da considerarsi l’eccezione, bensì potremmo dire “la regola”. Tra le probabili molte centinaia di miliardi di pianeti che popolano la nostra galassia (e ovviamente perché non le altre?) è semplicistico e statisticamente improbabile pensare che non esistano altri Sistemi Solari e “Terre” simili alla nostra; volendo continuare il discorso con ipotesi attualmente non provabili ma sicuramente molto corrette, non dovrebbe esserci alcun motivo logico che in uno (o meglio in parecchie centinaia di milioni) di questi pianeti, posto alla “giusta” distanza dalla sua stella, con caratteristiche che lo pongono in “zona abitabile”, con una composizione di tipo roccioso e con una storia evolutiva “dal giusto tempo” non si possa pensare all’esistenza di una forma di vita molecolare o anche più evoluta. Tutti i “materiali” che conosciamo ed abbiamo sul nostro pianeta sono esattamente gli stessi che “circolano” nell’Universo, plasmati e continuamente riformati dalle (e nelle) Stelle. Questo non implica che la Vita debba essere esattamente come quella che noi conosciamo e soggetta alla stessa evoluzione di cui abbiamo memoria, ma non è questo il problema. Il fatto importante, e quindi il problema, è che la nostra ricerca attualmente può basarsi sull’unico esempio che possediamo, appunto la nostra vita, ovvero non possiamo neanche fare speculazioni scientifiche su altre possibilità di Vita perché in fin dei conti non sappiamo bene “cosa cercare” ed ancor peggio, “dove cercare”. La situazione comunque non è da considerare pessimistica; se pensiamo che sino a trenta anni fa scoperte come quella di oggi erano immaginate solo nei libri di fantascienza, possiamo tranquillamente dire che nuovi fantastici “orizzonti” ci aspettano nel futuro.

Lascia un commento